domenica 2 ottobre 2016

RECENSIONE: Night's Daughter


CAVE! HIC SUNT SPOILERI!

Se qualcuno mi dovesse chiedere il nome del mio compositore preferito, non esiterei a rispondere: Wolfgang Amadeus Mozart. E, se la stessa persona mi dovesse chiedere quale sua opera mi sia piaciuta di più, anche in quel caso la risposta sarebbe immediata: Il Flauto Magico, collaborazione tra Mozart e il librettista Emanuel Schikaneder.
Qualche tempo fa, mentre davo un'occhiata alla pagina di Wikipedia riguardante le opere ispirate al Flauto Magico,  ho scoperto nella sezione libri un testo che mi ha incuriosito subito: Night's Daughter, di Marion Zimmer Bradley.
Naturalmente conoscevo già l'estremamente controversa (soprattutto negli ultimi anni) autrice del Ciclo di Darkover e del Ciclo di Avalon. Avevo anche iniziato a leggere Le Nebbie di Avalon, ma l'avevo trovato trovato davvero lento e pesante. Eppure, non potevo non dare una possibilità a un romanzo basato sulla mia opera preferita. Ho fatto alcune ricerche e purtroppo ho scoperto che il libro, pubblicato nel 1985, era fuori catalogo da anni. Prima che potessi rivolgermi a malincuore ai mercatini online dell'usato, è venuto in mio aiuto Amazon. Guardando la pagina del libro, ho scoperto che di lì a pochi giorni, il 6 settembre, sarebbe stata rilasciata la versione ebook a un prezzo accessibilissimo. Ho atteso con ansia quel giorno e, finalmente, ho scaricato il tanto desiderato libro.
A differenza de Le Nebbie di Avalon, Night's Daughter è stata una lettura rapida e scorrevole, forse anche grazie alla lunghezza non eccessiva e al mio interesse nei confronti dell'argomento. Ma ne è valsa la pena?
Risposta breve: sì.
Il libro è ambientato nello stesso universo di altri libri dell'autrice, ma ciò è desumibile solo da un elemento: il fatto che la terra in cui si muovono i personaggi è chiamata Atlas-Alamesios, che, secondo l'altro testo della Bradley da me letto, corrisponde ad Atlantide. Si tratta di un universo ancora primigenio, dominato da creature mitologiche e forze di ispirazione neopagana, tematica notoriamente molto cara all'autrice.
Come adattamento, nel complesso è piuttosto fedele all'opera originale, eppure ci sono dei cambiamenti molto profondi. Eppure, sono cambiamenti che giovano alla transizione da opera a libro, e aiutano a esplorare molte più tematiche del Flauto Magico.
Cominciamo dalla trama in sé. Mentre la prima parte, a parte poche cose, è nel complesso vicina al libretto, è nella parte corrispondente al secondo e ultimo atto, che ammetto di aver sempre trovato leggermente più noioso del primo, che la fantasia della Bradley si scatena. E si scatena davvero bene.
Chi è familiare con l'opera saprà che i due protagonisti devono affrontare delle prove basate sugli elementi per superare l'iniziazione. Nel Flauto Magico sono presenti solo le prove del Fuoco e dell'Acqua, mentre in Das Labyrinth, seguito ufficiale scritto dallo stesso librettista (ma purtroppo non musicato da Mozart), vi sono le prove dell'Aria e della Terra. L'autrice ha inserito i due elementi mancanti alla trama del Flauto Magico, trasformando una prova non elementale in quella della Terra e aggiungendo una prova dell'Aria completamente originale (anche se le due prove rimanenti sono così differenti dalla versione operistica da poter essere considerate qualcosa di interamente nuovo). Infine, il loro ordine è stato modificato per corrispondere a un percorso di iniziazione massonico (i due autori infatti erano entrambi massoni e Il Flauto Magico è ricchissimo di tematiche riguardanti la Massoneria). Queste prove non sono solo fisiche, ma prima di tutto spirituali, e durante la lettura mi hanno dato molto su cui riflettere.
Non mancano poi punti in cui vengono riprese quasi testualmente parti parlate e cantate dell'opera, come l'adorabile duetto tra Papageno e Papagena, anche, se, purtroppo, è un po' deludente vedere Der Hölle Rache ridotta a poche righe.
Passiamo ai personaggi. La personalità di Tamino è parecchio espansa rispetto al Flauto Magico (e, soprattutto, nella scena col Grande Serpente fa una figura molto meno barbina dell'originale), ma, come avrete immaginato dal titolo del libro, qui la vera protagonista è Pamina. Forse è lei il personaggio più efficace, più esplorato e soggetto alla maggiore evoluzione durante il libro.
Altro personaggio migliorato rispetto all'opera originale è senza dubbio Monostatos. Nell'opera è per molti presente un sottotesto razzista, dimostrato dal fatto che Monostatos, l'unico personaggio esplicitamente di colore dell'opera, viene descritto come un moro violento, traditore e libidinoso. Monostatos ha la stessa personalità, ma viene reimmaginato come un Halfling, un mezzuomo, figlio dell'Antico Serpente e di un'umana. Nel libro sono presenti molti altri Halfling, ma come c'è chi spicca per malvagità, come lui, c'è anche chi spicca per bontà d'animo. Il messaggio che vuole quindi mandare l'autrice è, per citare Mewtwo, "Il modo in cui si viene al mondo è irrilevante, è quello che fai del dono della vita che stabilisce chi sei".
Le Tre Dame ricevono nomi e personalità assenti nell'opera, e sono presentate come le figlie della Regina della Notte.
Sarastro invece, proprio come nell'adattamento di Ingmar Bergman (l'autrice nella prefazione dichiara esplicitamente di essersi ispirata al film per la TV per quest'unico elemento), è immaginato come il padre biologico di Pamina (che invece nell'opera è morto prima degli eventi narrati).
La Regina della Notte è stato il personaggio che attendevo maggiormente di conoscere. Forse anche per questo, sono rimasto un po' deluso. Mentre ne Le Nebbie di Avalon il ruolo di figure femminili originariamente negative come Morgana viene analizzato a fondo e, spesso, rovesciato,  la Regina della Notte, nonostante Night's Daughter non sia affatto un'opera misogina come Il Flauto Magico, qui ha una cattiveria innata ed è estremamente simile alla controparte originale, anche se viene aggiunto l'interessante fatto del suo razzismo nei confronti degli Halfling.
Per concludere, i personaggi più vicini alle versioni mozartiane sono indubbiamente Papageno e Papagena, pur essendo espansi il loro carattere e la loro storia (per fare un esempio, entrambi sono Halfling).
In conclusione, ho trovato in questo libro esattamente ciò che voglio trovare in un adattamento. Se amate Mozart, leggetelo. Se amate i fantasy, leggetelo.
Ah, comunque, se un giorno doveste decidere di comprarlo, vi prego di leggerlo nel modo più appropriato. Prima di iniziare, procuratevi una registrazione integrale del Flauto Magico. Non appena comincerete a leggere il prologo, fate partire l'Ouverture. A ogni capitolo del libro, ascoltate i brani corrispondenti. Non ve ne pentirete.

Voto finale:
★★★★☆